Quando il lavoro fa male... al polso

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L'attività lavorativa riveste un ruolo fondamentale nella nostra vita. E non solo perché trascorriamo al lavoro gran parte del nostro tempo, ma anche perché talvolta l'attività svolta può avere risvolti negativi sulla nostra salute. È il caso dell'insorgenza della sindrome del tunnel carpale, che consiste nella compressione del nervo mediano del polso. Questo disturbo, sebbene possa presentarsi in seguito a traumi o come conseguenza di patologie quali l'artrosi o anche in particolari momenti della nostra vita come la gravidanza o la menopausa, si verifica nella maggior parte dei casi a seguito di attività ripetute nel tempo che interessano il polso. Per questo ad esserne coinvolti sono, ad esempio, gli operai del settore tessile e manifatturiero. I sintomi sono diversi: si va dal formicolio alle dita, specie quando si è distesi, al dolore del braccio fino all'impossibilità di muovere la mano. Prima di procedere con la terapia è necessario sottoporsi agli esami in grado di valutarne la gravità. Nei casi meno seri può bastare l'utilizzo di farmaci antinfiammatori come voltadvance insieme al cambio di modalità nello svolgimento dell'attività lavorativa. In altre situazioni, invece, può essere utile fare ricorso ai polsini. Nelle situazioni più gravi, infine, può ritenersi necessario procedere con un intervento chirurgico. In questi casi è meglio non temporeggiare troppo per evitare di aggravare la situazione e ottenere risultati migliori.

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Roberto S.

Laureato al Dams indirizzo musicale con una tesi di laurea in filosofia della musica, si divide tra la redazione di contenuti promozionali e la programmazione lato web per il mondo Linux e Microsoft. Nel poco tempo libero che gli resta trova anche il modo di suonare il sax.

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