L’Abbazia di Chiaravalle tra tradizione e cultura enogastronomica

L’Abbazia di Chiaravalle, nonostante le non poche vicissitudini in cui la struttura è incorsa nel tempo, rimane uno degli esempi più fulgidi ed affascinati della tradizione monacense Photo by Roberto Patti on Unsplash

Le antiche abazie e conventi sono luoghi di devozione, pace, cultura e tradizione. Passeggiare assorti nei quadrilateri dei chiostri, onnipresenti in questo genere di strutture, pone il visitatore in una condizione di raccoglimento interiore e pacata distanza dalle incombenze quotidiane. Non a caso molti conventi ed abazie sono divenuti mete di viaggiatori che, alla confusione delle più rinomate località turistiche preferiscono ritemprarsi nella pace incantata di chiostri, nelle navate di antiche chiese partecipando alle funzioni quotidiane e adattandosi di buon grado ai ritmi di vita naturali dei monaci.

L’Abbazia di Chiaravalle, nonostante le non poche vicissitudini in cui la struttura è incorsa nel tempo, rimane uno degli esempi più fulgidi ed affascinati della tradizione monacense. Fondata intorno all’anno 1135 d.C., da alcuni dei confratelli di Bernardo di Chiaravalle, passato alla storia come San Bernardo da Chiaravalle, l’omonima Abbazia sorge non lontano da Milano, in un’area che all’epoca della fondazione risultava essere alquanto paludosa e inospitale. L’Abbazia appartiene all’ordine dei Monaci Cistercensi, ordine fondato Citeaux, in Francia, da Roberto da Molesme nel 1098. Scopo del nuovo ordine era quello di riattivare la sobrietà e la semplicità della regola benedettina, regola che aveva perso col passare del tempo la spinta propulsiva e il vigore iniziale. La costruzione della chiesa è invece datata intorno al 1150 d.C. Inizialmente vennero allestiti il coro e l’abside allo scopo di poter utilizzare quanto prima il luogo di culto per le funzioni religiose.

L’ordine dei Monaci Cistercensi, cosi come altri ordini monacensi, affiancò da subito un’intensa attività sul territorio all’attività religiosa propriamente detta. Attivarsi nei luoghi dove le abazie e i conventi sorgevano, significava, all’epoca, rendere i luoghi ospitali e adatti all’impianto di attività agricole, coinvolgendo e soccorrendo anche materialmente le popolazioni del luogo, spesso in grande difficoltà ed alle prese con fame e pestilenze. I monaci traevano seco conoscenze preziose e notevoli abilità, anche nel campo della medicina e per questa ragione il sorgere di un nuovo insediamento religioso era sempre assai ben visto dalla popolazione.

Attualmente l’Abbazia di Chiaravalle si muove nel solco della tradizione pur coltivando un proficuo rapporto con la modernità e l’attualità. I suoi luoghi sono aperti ai fedeli e ai visitatori, ma presso l’Abbazia è possibile partecipare anche a seminari di lavoro, workshop e iniziative dedicate alle scuole. Sia pure con mezzi più moderni, l’agricoltura è sempre praticata dai Monaci Cistercensi e molti dei loro prodotti sono assai rinomati. Tra questi, il grana padano prodotto dal caseificio dell’Abbazia di Chiaravalle, è particolarmente apprezzato per il gusto e per l’accuratezza con cui i monaci sovrintendono alle varie fasi di lavorazione del gustoso formaggio. Come spesso accade la nascita di una prelibatezza è frutto della necessità e della casualità. La sovrabbondante produzione di latte poneva il problema della sua conservazione ed i derivati del latte, tra cui il formaggio, erano la naturale destinazione delle eccedenze. Le tecniche impiegate, via via sempre più sofisticate, inclusero anche la possibilità di ricavare formaggi stagionati mediante cottura del latte. Le tecniche di preparazione, nel tempo, si sono evolute ma il Monaci Cistercensi continuano a preparare il loro prodotti enogastronomici secondo antiche ricette.

Link Correlati:

Roberto S.

Laureato al Dams indirizzo musicale con una tesi di laurea in filosofia della musica, si divide tra la redazione di contenuti promozionali e la programmazione lato web per il mondo Linux e Microsoft. Nel poco tempo libero che gli resta trova anche il modo di suonare il sax.

Condividi Questo Post