Conoscere la colonna vertebrale

La maggior parte di noi ha provato, almeno una volta nella vita, una sensazione di dolore alla schiena. In alcuni casi si tratta solo di un leggero fastidio, in altri casi di dolore intenso che può protrarsi anche per molto tempo. Quando ciò accade spesso non ci si preoccupa della causa e si cerca semplicemente di alleviare il dolore facendo ricorso a farmaci analgesici come voltadvance.

In molti casi il disturbo viene generato da un problema alla colonna vertebrale, uno degli elementi più importanti che costituiscono il nostro corpo. La colonna vertebrale è composta dall’insieme delle vertebre e riveste due compiti molto importanti: innanzitutto sostenere il corpo mantenendone l’equilibrio, ma anche proteggere il midollo spinale che si trova all’interno del canale vertebrale. Le patologie che possono interessare la colonna vertebrale – e generare quindi la sensazione di dolore o nei casi più gravi la difficoltà o l’impossibilità di movimento – sono numerosissime. Tra le più comuni l’ernia al disco, la scoliosi, l’osteoporosi, la lombalgia, il colpo di frusta.

Tutte danno vita a quello che comunemente chiamiamo mal di schiena, ma in realtà interessano aspetti differenti della colonna vertebrale. Per curare al meglio il problema è perciò necessario rivolgersi ad un medico in grado di stabilire la corretta diagnosi e di conseguenza la cura migliore per una guarigione più rapida.

Danzare, che passione!

Se si chiede a delle bambine cosa vogliono fare da grande molte di loro risponderanno la ballerina. Il tutù e le scarpette con le punte fanno volare in alto la fantasia di molte bimbe che sognano di indossarle e danzare sul palcoscenico.

Molte già dai primi anni di vita si avvicinano al ballo, ma solo la costanza permette ad alcune di loro di andare avanti e di dedicare alla danza il tempo necessario per imparare la tecnica e raggiungere i risultati sperati. Magari sacrificando una buona fetta delle loro giornate. Imparare a conoscere il proprio corpo, controllare la gestualità, studiare i passi e il modo per renderne corretta l’esecuzione sono solo alcuni dei compiti delle ballerine. Ma non tutte la ballerine sono uguali e il talento, l’età, il peso e la conformazione fisica possono rendere l’impresa più o meno agevole. Anche se con il passare degli anni e con l’acquisizione di professionalità si impara a gestire al meglio le fasi di allenamento e l’esibizione, il rischio di infortuni non può mai essere scongiurato. In particolare i traumi più frequenti sono la distorsione della caviglia, la lesione del ginocchio e la scoliosi.

Per affrontare al meglio ogni imprevisto è quindi opportuno dotarsi di un kit comprendente ghiaccio e farmaci antinfiammatori come voltatrauma. Ma è importante soprattutto seguire un’alimentazione adeguata, effettuare gli esercizi in modo corretto e non affaticare i muscoli in modo eccessivo.

Arriva il freddo e le articolazioni soffrono

I metereologi ci hanno spiegato che sarà la settimana più fredda della stagione e i medici hanno rincarato la dose: in questi giorni raggiungeremo l’apice dell’influenza con oltre 1 milione di italiani a letto con febbre e dolori di vario genere.

I più colpiti, come sempre, i bambini, gli anziani e chi è affetto da patologie particolari. Per tutti i consigli sono però gli stessi: coprirsi bene, se possibile uscire durante le ore meno fredde della giornata, seguire un’alimentazione ricca di vitamine. Il freddo, infatti, accentua i dolori articolari e provoca quindi fitte più acute. Le articolazioni svolgono un ruolo fondamentale nel corpo umano, permettendo di svolgere tutti i nostri movimenti quotidiani e poiché sono particolarmente soggette alle conseguenze delle basse temperature è importante imparare a prendersene cura. Il freddo, specie se umido, agisce sulla recettività del dolore alterandone l’intensità. Per questo i medici consigliano spesso a chi soffre di reumatismi di trascorrere dei periodi alle terme e di eseguire dei trattamenti specifici con fanghi e acqua calda.

Tali cure sono però indicate in genere nella fase in cui il dolore è meno acuto. Quando le articolazioni fanno più male è possibile ridurre lo stato doloroso ricorrendo a farmaci analgesici e antinfiammatori come voltalgan.

Attività fisica, attenti al DOMS!

Anche se il nome dice poco, tutti o quasi avranno subito il DOMS, letteralmente delayed onset muscle soreness, ovvero dolore muscolare a insorgenza ritardata.

Tale dolore viene avvertito da chi pratica un’eccessiva attività fisica o da chi si avvicina allo sport dopo molto tempo e si presenta generalmente nelle 8-72 ore successive, ma può durare anche per più giorni. I sintomi sono indolenzimento del muscolo, gonfiore e difficoltà a svolgere normalmente le attività quotidiane. Anche salire e scendere la scale può infatti aumentare la sensazione di dolore. Le cause vengono generalmente attribuite ad un accumulo eccessivo di acido lattico, anche se lo smaltimento di quest’ultimo avviene per lo più nei minuti successivi all’interruzione dell’attività fisica.

Il dolore può essere limitato in modi differenti. Innanzitutto evitando di affaticare troppo i muscoli specie quando si è fuori allenamento, in secondo luogo praticando stretching al termine della seduta di attività fisica. Due metodi indicati per la cura del dolore sono un’alimentazione corretta e l’idroterapia, che consiste nell’alternanza di getti d’acqua calda e fredda. Infine, se il dolore è acuto e persistente, ci si può rivolgere ai farmaci analgesici a base di diclofenac.

Curare l’ernia del disco

L’ernia del disco è una patologia da non sottovalutare molto diffusa nei paesi industrializzati. Nel nostro Paese, ad esempio, vengono effettuate ogni anno circa 30.000 operazioni chirurgiche al disco lombare.

Con la locuzione ernia del disco ci si riferisce ad un disturbo conseguente alla fuoriuscita dalla sua sede naturale della parte centrale del disco. La patologia genera inevitabilmente il dolore, che si avverte in particolar modo quando si starnutisce o si hanno colpi di tosse, ma anche quando ci si rigira nel letto. Per alleviare tale sensazione si possono utilizzare terapie differenti: dai farmaci antinfiammatori come voltadol che danno un sollievo immediato soprattutto nella fase acuta, ai massaggi che possono aiutare a sbloccare le vertebre irrigidite, fino alla chirurgia. I farmaci danno un aiuto nella riduzione del dolore, ma non intervengono sulle cause che lo generano; la fisioterapia insieme agli esercizi posturali e di potenziamento intervengono invece sulla correzione del problema.

Ma si sa, la miglior cura è la prevenzione. Per evitare di incorrere quindi nel disturbo meglio prestare attenzione nell’assumere posture corrette e soprattutto evitare gli sforzi eccessivi.

L’importanza del massaggiatore

Quante volte abbiamo visto entrare in campo il massaggiatore dopo che un calciatore per un contrasto duro o per uno sforzo eccessivo rimane a terra dolorante. In realtà massaggiatore è il diminutivo di massofisioterapista massaggiatore sportivo ed ha un ruolo importante per l’atleta anche in fase di preparazione.

L’obiettivo è quello di rendere la preparazione fisica dell’atleta meno faticosa e di assicurare il recupero dal dolore muscolare in seguito ad un duro allenamento. La seduta di allenamento di un calciatore professionista dura in media dai 60 ai 75 minuti in cui vengono praticati scatti, ripetute, cambi di direzione, salti, allunghi con o senza l’utilizzo della palla. In questo modo il fisico dell’atleta si abitua ad avere buona reattività e maggiore capacità di movimento. Lo sforzo sostenuto causa spesso microlesioni articolari, ma soprattutto muscolari, a causa della sollecitazione improvvisa delle fibre, e per questo motivo dopo qualche giorno si avvertono dolori muscolari che potrebbero compromettere il proseguo della preparazione. È a questo punto che entra in gioco la figura del massaggiatore che con l’aiuto di prodotti a base di oli essenziali dona al calciatore il giusto sollievo. I benefici sono numerosi, dall’effetto drenante per accelerare la rimozione dell’acido lattico alla riduzione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, ma anche la riduzione di stati d’ansia e il miglioramento dell’umore.

Ma il ruolo del massaggiatore è fondamentale anche durante il match. In caso di traumi, grazie all’uso della bomboletta magica, il massaggiatore riesce in poco tempo a togliere dalla faccia del calciatore la sofferenza, consentendogli di proseguire la gara e regalare magari un goal ai tifosi.

Osteoporosi, dalla ricerca arrivano soluzioni per salvare le ossa

L’osteoporosi è un disturbo da non sottovalutare che colpisce lo scheletro rendendolo maggiormente soggetto al rischio di contrarre delle fratture. Chi è colpito da questa malattia attualmente ricorre all’uso di farmaci come voltaren, all’assunzione di vitamina D che aiuta ad assorbire il calcio, ad una corretta attività fisica.

Da un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università de L’Aquila, in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, emergono nuove prospettive. La ricerca, pubblicata su Nature Communications, dimostra come due molecole, IL-6 e c-Scr, lavorino tra loro in sinergia per rendere ottimale lo stato di salute scheletrico. “In condizioni normali – dice Barbara Peruzzi che ha ideato lo studio – le nostre ossa sono sottoposte a due eventi contrapposti: la distruzione del tessuto vecchio, mediata da cellule chiamate osteoclasti, e la formazione di nuovo tessuto, causata invece dagli osteoblasti. Nelle persone fra questi due eventi c’è un equilibrio perfetto, mentre il nostro studio ha evidenziato che in presenza di elevati livelli di IL-6, tramite le alterazioni di c-Src e di IGFBP5, le ossa di animali da esperimento vanno incontro ad osteoporosi. Se inibiamo nel topo la proteina c-Src, l’osso ritorna normale anche se l’IL-6 rimane elevata”.

Gli studi al momento sono stati effettuali solo su animali in laboratorio, ma se confermati potrebbero permettere ridare la speranza a chi soffre di osteoporosi, offrendo loro reali possibilità di guarigione.